Archive | dicembre 2014

Buon Natale e Felice Anno Nuovo

Schermata 12-2457015 alle 17.10.52

Annunci

Merry Christmas and Happy New Year!

Resistex-Auguri-DEM_600x600_Eng

Beckham, il più Famoso dei Triathleti?

beckam5Un atleta è sempre un atleta. Ma c’è qualcuno che, ancora oggi, può essere considerato L’Atleta per Eccellenza. Il suo nome è David Beckham, e le notizie che ruotano attorno a lui, questa volta, non interessano né nuovi tagli di capelli né tanto meno goal d’eccellenza, ma un effettivo cambio di vita. O meglio, di sport! Un atleta a 360° che arriva da calcio e ora passa al Triathlon. La news era stata diramata ormai un anno fa, ma i fatti evidenziano che non si trattava solo di una moda momentanea, piuttosto di un nuovo credo sportivo.

Ogni mattina Beckham si sveglia alle 4.00 in punto e, con il suo caro amico Gordon Ramsey, si sottopone ad un allenamento completo durante tutta la settimana costituito dai canonici 1,5 km di nuoto, 40 km di bicicletta e 10 km di corsa. “A David manca l’atmosfera agonistica di un tempo – spiegano gli amici stretti – e proprio per questo sta trovando nuove emozioni e stimoli nel triathlon”.

Nell’ultima intervista il presidente di Resistex®, Andrea Abati, aveva proprio dichiarato che il triathlon sarebbe stato lo sport del futuro, e quelle parole ora trovano più di una prova grazie alla scelta fatta da Beckham. Il brand italiano, ad oggi, rappresenta uno dei più importanti produttori di filati anche nell’ambito del triathlon, grazie alla sua speciale Bioceramic® che costituisce le divise della 707 Resistex.

Detto questo concediamoci di sognare, amici sportivi: e se un giorno, la 707 sfidasse David Beckham?Beh

Is David Beckham the Most Famous Triathlete?

Schermata 12-2457014 alle 09.47.53In any case a player is always a player. But there’s somebody who is considered The Player! The name is David Beckham, and the rumor related to him is not just a new hair style or goal, but an effective change of life. Pardon, sport-life. The open mind athlete came from soccer and enter to Triathlon. The news was spread one year ago, however facts show that it was not a new kind of fashion but a new way of life.

Every morning Beckham wakes up at 4.00 A.M o’clock and, with his close friend chef Gordon Ramsey, he practices a full training during the week constituted by 1.5 km of swimming, 40 km of bike and 10 km of runnings. “David misses too much the agonism – his friends say – and due to the need of finding new emotions and stimuli he fell in love with triathlon”.

In latest interview also mr Andrea Abati, CEO of Resistex®, confirmed that triathlon would be the sport of the future, finding much more than a proof in Beckham’s choice. By the way the italian brand represents nowadays one of the best yarn producers for triathlon wearing, proposing the Bioceramic® – just used to realize 707 Resistex clothes.

Now let us dreaming: what if sir David Beckham will play one day with our Team! Lot of fun, athletes!

La Strana Storia della Bici da Triathlon che non Conoscevate

IMG_0106Nato a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, il triathlon, è stato dapprima praticato con tradizionali biciclette da ciclismo, per poi guardare con sempre più attenzione a soluzioni tecniche d’avanguardia per poi tornare alle origini – con la nascita dell’Itu – che ha riportato il veicolo da triatleta ad essere sempre più speculare alle biclette da ciclismo.

Fin dagli esordi, la frazione ciclistica non prevedeva che si potessero sfruttare le scie dei concorrenti, e tale regola – oggi abolita – consentì al settore di approntare un rapido sviluppo ai mezzi degli atleti.

Ma è al calare degli anni ’80 che assistiamo alla più grande delle innovazioni: il cosiddetto manubrio da triathlon. Questo presentava un appendice che consentiva di mantenere una posizione aerodinamica, diventata in seguito famosa grazie anche a Greg Lemond, che la utilizzò per vincere il Tour de France del ’89.

Per sfruttare al massimo la posizione consentita da tale manubrio, si usava avanzare la sella rispetto ai pedali. Questo, grazie soprattutto a telai con tubo verticale quasi perpendicolare al terreno, consentiva di potersi allungare sul manubrio agevolmente a tutto vantaggio dell’aerodinamica e della respirazione, ma anche rendendo più efficace la pedalata in pianura.

Un’altra caratteristica delle biciclette da triathlon degli anni 80’e90’, soprattutto americane, erano le ruote con diametro da 26 pollici, in luogo dei tradizionali 28. I principali vantaggi derivavano da una miglior aerodinamica grazie alla sezione frontale ridotta e un minor peso… Ma oggi tale soluzione non convince più, se non negli Stati Uniti.

Fino alla metà degli anni ’90 era molto facile distinguere un triathleta da un ciclista, la bicicletta da triathlon rappresentava per l’atleta un mezzo in estrema evoluzione che si spingeva sino a soluzioni di gran lunga più avanzate di quelle attuali. Ricordiamo la Softride, una bici con telaio monoblocco in carbonio priva di tubo verticale e di tubi obliqui posteriori.

L’introduzione della possibilità di scia tra concorrenti, entrato in vigore a livello internazionale nel ’95 e la conformazione delle norme ITU a quelle dell’Unione Ciclistica Internazionale ha, da quel momento in poi, limitato l’evoluzione dei mezzi da un punto di vista aerodinamico.

Oggi la bici da triathlon è molto simile ad un classico mezzo da ciclismo, da cui si differenzia solo nel caso in cui si voglia adottare una versione accorciata della vecchia appendice.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: