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The Strange History of Triathlon’s Bike That You Didn’t Know…

IMG_0105Triathlon – and its own bike toghether – bike was born between 1970 and 1980, and before its invention, the triathletes used to ride on the typical bike for cyclism. However it didn’t satisfied due to the lack of accessories that allowed to exploit the aerodynamics for increasing the speed.

The most famous innovation appeared at the end of 80s with handlebars fot triathlon that permit to have an aerodynamics position. That technique was given by Greg Lemond, the winner of Tour The France in ’80.

So triathlon bikes were changing: the saddle has been advanced in respect to the pedals, and the framework took on a vertical form, perpendicular in opposite to the ground. The new structure described allows athlets to stretch themselves forward earning these three benefits: aerodynamics, breathing and a powerer pedal.

Another peculiarity was the dimension of the wheel with a diameter of 26 inches respect to the past when it measured 28 inches. That solution is vivid just in Usa today. Till the end of 90s it was easier to distinguish a triathlets from a cyclist beacuse triathlon bikes represented a technological vehicle: we could remember the Softride, with a built-in-unit framework made by carbon and devoid of vertical or slanting tubes.

An innovating rule was introduced in 1995, with the possibility of taking advantage of the contrail. Following it was born the ITU an international union of cyclist that restricted the development of bikes’ technology. Nowadays triathlon’s bike back to past: similar to the cyclist’s vehicle, it shows just one difference: you can shorten the appendage.

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Is David Beckham the Most Famous Triathlete?

Schermata 12-2457014 alle 09.47.53In any case a player is always a player. But there’s somebody who is considered The Player! The name is David Beckham, and the rumor related to him is not just a new hair style or goal, but an effective change of life. Pardon, sport-life. The open mind athlete came from soccer and enter to Triathlon. The news was spread one year ago, however facts show that it was not a new kind of fashion but a new way of life.

Every morning Beckham wakes up at 4.00 A.M o’clock and, with his close friend chef Gordon Ramsey, he practices a full training during the week constituted by 1.5 km of swimming, 40 km of bike and 10 km of runnings. “David misses too much the agonism – his friends say – and due to the need of finding new emotions and stimuli he fell in love with triathlon”.

In latest interview also mr Andrea Abati, CEO of Resistex®, confirmed that triathlon would be the sport of the future, finding much more than a proof in Beckham’s choice. By the way the italian brand represents nowadays one of the best yarn producers for triathlon wearing, proposing the Bioceramic® – just used to realize 707 Resistex clothes.

Now let us dreaming: what if sir David Beckham will play one day with our Team! Lot of fun, athletes!

La Strana Storia della Bici da Triathlon che non Conoscevate

IMG_0106Nato a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, il triathlon, è stato dapprima praticato con tradizionali biciclette da ciclismo, per poi guardare con sempre più attenzione a soluzioni tecniche d’avanguardia per poi tornare alle origini – con la nascita dell’Itu – che ha riportato il veicolo da triatleta ad essere sempre più speculare alle biclette da ciclismo.

Fin dagli esordi, la frazione ciclistica non prevedeva che si potessero sfruttare le scie dei concorrenti, e tale regola – oggi abolita – consentì al settore di approntare un rapido sviluppo ai mezzi degli atleti.

Ma è al calare degli anni ’80 che assistiamo alla più grande delle innovazioni: il cosiddetto manubrio da triathlon. Questo presentava un appendice che consentiva di mantenere una posizione aerodinamica, diventata in seguito famosa grazie anche a Greg Lemond, che la utilizzò per vincere il Tour de France del ’89.

Per sfruttare al massimo la posizione consentita da tale manubrio, si usava avanzare la sella rispetto ai pedali. Questo, grazie soprattutto a telai con tubo verticale quasi perpendicolare al terreno, consentiva di potersi allungare sul manubrio agevolmente a tutto vantaggio dell’aerodinamica e della respirazione, ma anche rendendo più efficace la pedalata in pianura.

Un’altra caratteristica delle biciclette da triathlon degli anni 80’e90’, soprattutto americane, erano le ruote con diametro da 26 pollici, in luogo dei tradizionali 28. I principali vantaggi derivavano da una miglior aerodinamica grazie alla sezione frontale ridotta e un minor peso… Ma oggi tale soluzione non convince più, se non negli Stati Uniti.

Fino alla metà degli anni ’90 era molto facile distinguere un triathleta da un ciclista, la bicicletta da triathlon rappresentava per l’atleta un mezzo in estrema evoluzione che si spingeva sino a soluzioni di gran lunga più avanzate di quelle attuali. Ricordiamo la Softride, una bici con telaio monoblocco in carbonio priva di tubo verticale e di tubi obliqui posteriori.

L’introduzione della possibilità di scia tra concorrenti, entrato in vigore a livello internazionale nel ’95 e la conformazione delle norme ITU a quelle dell’Unione Ciclistica Internazionale ha, da quel momento in poi, limitato l’evoluzione dei mezzi da un punto di vista aerodinamico.

Oggi la bici da triathlon è molto simile ad un classico mezzo da ciclismo, da cui si differenzia solo nel caso in cui si voglia adottare una versione accorciata della vecchia appendice.

Marco Ladisa, un talento con l’Australia all’orizzonte e la 707 nel cuore

 ladisa2 1.    Buon giorno Marco, per cominciare l’intervista: vorrei chiederle un sunto della sua esperienza da triathloneta in Italia, e più esattamente del suo percorso con la 707…

Nasco in primis come nuotatore, sostenendo un buon livello fino a 16 anni e vincendo diversi titoli regionali, fino alla partecipazione ai campionati italiani! Ma la monotonia del nuoto mi aveva stancato e fin da piccolo sono sempre andato in bici (mountain bike) e l’idea di correre non mi dispiaceva. Durante l’estate dei miei 16 anni decisi di fare un acquathlon e mi divertii tantissimo! Da allora solo triathlon! Mi alleno duramente perché amo essere competitivo al 100% in gara! I primi anni ho fatto poche gare, ma cercavo qualcosa di piu! Ho conosciuto il 707 con il suo fantastico presidente il suo body bellissimo e i suoi atleti tutti fortissimi! È stato amore a prima vista e sono passato nella loro formazione! Con 707 sono cresciuto moltissimo ho avuto l’opportunità di prendere parte alle gare piu importanti d’italia ottenendo grandissimi risultati per un ragazzo primo anno under 23! Durante la stagione corrente ho vinto 2 titoli italiani: il primo a luglio, a Iseo, dove mi sono aggiudicato il titolo di Campione Italiano S1 di Olimpico no draft, e il secondo a ottobre, insieme ai miei mitici compagni di squadra: Fabio Civera, Gabriele Salini, Lorenzo Sirigu e Davide Loi nella cronosquadre di Riccione! Inoltre ho conquistato un fantastico 5° posto all’Olimpico di Sirmione e tanti altri piazzamenti di rilievo!

  1. Che sviluppi avrà, ora la sua carriera: prosegue o si interrompe?

La mia carriera di triathleta devo farla parallelamente all’universita e a un po’ di lavoro. Attualmente mi trovo in Australia e ci rimmarrò fino all’inizio della stagione agonistica che sosterrò solo parzialmente. Ho già ripreso gli allenamenti e ho intenzione di fare ancora meglio l’anno prossimo: qui mi riesco ad allenare bene grazie al clima e alle ottime strutture! Io credo di poter fare bene e di avere qualche potenzialità soprattutto sulla distanza olimpica, per cui non ho intenzione di mollare gareggerò anche un po’ qui in Australia.

  1. Sul blog Resistex Performance si è parlato dei benefici che il filato in Bioceramic rechi ai surfisti australiani come rimedio al sole battente… Ne era a conoscenza?

Sisi ero al corrente del filato Resistex che compone parte dell’abbigliamento dei surfisti ma anche della comune gente australiana che si protegge dal forte sole australiano che, a differenza del sole italiano, ha raggi ultravioletti molto forti e che mettono a rischio cancro cutaneo la popolazione! Ma proteggendosi con le giuste creme e con le magliette in speciale filato Resistex si è al sicuro!

  1. Come ha vissuto le molteplici gare con indosso la divisa in Bioceramic? Che cosa ha provato?

Il fantastico body 707 in bioceramic mi ha regalato tante emozioni quest’anno, in tutte le mie gare. Una delle prime sensazioni appena lo si ha indosso è la sua leggerezza e come si adatta al corpo: sembra di essere nudi! Un altro pregio è che nella frazione nuotatoria non si inzuppa di acqua, in quanto è idrorepellente e appena fuori da essa, dopo pochi minuti, si asciuga velocissimamente!

 ladisa35.   Che cosa rappresenta, per un atleta, la Resistex e la filosofia di cui si fa portatrice?

Per un atleta Resistex è un punto di riferimento, per la massima qualità e la massima performance dei tessuti per abbigliamenti sportivi! Adoro la filosofia Resistex leggo spesso il suo blog e la seguo anche sul social network instagram: mi piacciono le foto che pubblica le cosiddette Monday motivation! Aiutano nei difficili momenti di pigrizia che possono affliggere un atleta! Inoltre Resistex nonostante la sua grandezza imprenditoriale è molto vicina ai singoli atleti e questo ci fa sentire importanti nel nostro piccolo!

  1. Ci racconti un episodio che porta con sé, nel proprio bagaglio, che ha segnato la sua carriera con la divisa Resistex…

Un episodio che ha caratterizzato la mia carriera con Resistex è sicuramente l’insieme dei successi e insuccessi vissuti durante la stagione! Il fatto di doversi rialzare e combattere quando le cose non vanno come dovrebbero, e il fatto di poter essere felice ma mai soddisfatto al 100% dei propri successi è fantastico: la voglia di migliorare ancora e di spingersi oltre il proprio limite è insaziabile!

  1. Il suo più grande traguardo mai raggiunto?

i miei piu grandi successi di quest’anno sono stati appunto i due titoli italiani: il primo come s1 al campionato italiano di olimpico no draft e il secondo alla cronosquadre con i miei mitici compagn. Questi due risultati mi hanno dato una gioia immensa!

  1. Un consiglio ai giovanissimi che vogliono iniziare con il triathlon, invece?

Un consiglio ai giovani che vogliono cominciare col triathlon è di non preoccuparsi del fatto che sia faticoso che possa essere costoso e tutte le dicerie! È vero, è impegnativo, devi sempre dare il 120% e quasi sempre tutti i risparmi finiscono in un nuovo paio di scarpe da bici o in un nuovo orologio da corsa… Ma le soddisfazioni e il divertimento che ti possono dare sono incolmabili! Quindi il mio consiglio è semplicemente: provatelo e decidete! Decidete se volete farlo in modo agonistico o se semplicemente come fitness giornaliero! È lo sport più bello del mondo e più completo di tutti. Si usano braccia, gambe, cuore, polmoni, cervello e… Astuzia… Tutto!

Resistex’ Third Anniversary on Twitter

Schermata 10-2456959 alle 15.37.32Today Resistex celebrates its third anniversary and it wants to involve the whole community in a specific philosophy: sport, innovation, enterprises and yarn. They are all the arguments debated in our posts, to tell everybody becoming an example to follow.

Resistex is the main sponsor of 707 Triathlon, italian winner team, and also it’s the yarns’ producer of many international companies. Every our working day is lived like a challenge, like a horizon  that ends with a goal we must achieve. Our mission is inspiring others, inviting in or community to discuss and to increase your performances.

So… Happy Birthday Resistex!

Resistex, In Ricordo di Marco Simoncelli

Marco-Simoncelli-3CSono passati già tre anni da quel Gran Premio. Tre anni che hanno scritto nella leggenda del motociclismo il nome di un giovane che ci ha lasciati, per restare aggrappato al manubrio della sua moto. Lui è Marco Simoncelli, in arte Sic, e quel giorno era il 23 ottobre del 2011, quando si correva in Malesia e, nel corso del secondo giro, la sua Honda perse il controllo della strada, finendo a terra.

Il team Resistex, vicino allo sport e ai valori vuole ricordare con questo post la memoria di un campione, che ha sempre insegnato al professionismo sportivo come sorridere e come non smettere mai, nemmeno di fronte alle avversità. Oggi, giovedì 23 ottobre 2014, non scordiamo un lutto e nemmeno ciò che l’atleta – e prima ancora, l’uomo – scomparso ci ha insegnato: a volare #SIC58

A Sport of Champion, a World of Quality

triathlon

Increase Your Performance. If you speak about Resistex® , you don’t mean a simple battle cry, because you are showing people a brand which is synonymous of efforts, engagement and win related to sport. If you want to know the concept of this brand, firstable, you have to love sport or enjoy with Resistex® social media’s activity where videos, images and interesting posts become a perfect example of winner performances among the agonistic disciplines.Resistex® belongs to Tecnofilati, an italian company settled in Medolago (Bergamo), and there the laboratories gave life to many different products, everyone with its own peculiarity.

So we start to describe the last one come to the world, named Resistex® Bioceramic. It is the ultimate discover in Resistex® Increase Your Performance. It enriches the range of high-tech and innovative yarns offering total protection against environmental changes and against their consequences on human health.Resistex® Bioceramic is a polyester fiber linked to bio-ceramic crystals and capable of performing an action highly beneficial to the human body.

maxresdefaultOn the one hand a natural absorbing function against harmful ultraviolet rays UV-A and UV-B impacting the skin causing irritation, sunburn and melanomas. On the other reflective action of the rays of thermal nature constitutes a real shielding effect against the heat of the sun. The unique technology of Resistex® Bioceramic allows to lower the temperature of the inner surface of the fabric ensuring freshness and comfort during sports activities and exposure to the sun.

UV factor: Prolonged exposure of the skin to ultraviolet rays increases the risk of skin cancer and can cause rashes and burns. The UV-A rays pass through the epidermis and, in a good proportion, reach the dermis, causing tissue damages, dryness and premature aging of the skin.

UV-B rays are instead totally absorbed by the epidermis subjecting it to the risk of burns, blemishes and irritations. The epidermis produces an important protective pigment, melanin. Because of the damage suffered by the cells that produce this substance we can assist the occurrence of permanent stains on the skin.

The pollution of the atmosphere is, however, progressively compromising the protection of the ozone layer facilitating the passage of UV rays. The Resistex® Bioceramic yarn is able to guarantee the right protection our body needs.

Well, now we can say that Resistex® represents one of those brands that incarnate a philosophy. For example you can imagine the effort of the athletes during a competition as reflection of sport’s purity. And so, look at a product Eco-Friendly and social addict! Resistex® needs the human contact from one side, and spiritual from the others, just to spread a precise message: Increase Your Perfomance.

That’s why we trust in the utility of a brand blog, where fans, customers journalists can meet a new kind to mean performance and innovation.

 

Il Tassello Mancante, Il Prodotto Perfetto

TASSELLO

un’esemplificazione del tassello di Resistex

bioQuesta volta, il tassello per confezionare un prodotto perfetto, è stato trovato. Igiene e tecnologia, diventano il plus da applicare ai filati dei campioni, che portano il nome di Resistex® e hanno scritto la storia dell’agonismo olimpionico. Studiando da vicino la qualità del made in Italy e monitorando nel tempo i progressi fatti nei laboratori di ricerca Tecnofilati, abbiamo potuto vedere una nuova frontiera superata dalla ricerca: il tassello in argento 99,9% – nella qualità Resistex® Silver- che svolge una funzione antibatterica, proteggendo l’intimità di chi lo porta.

“Per centinaia d’anni, l’argento è stato usato dagli antichi al fine di prevenire malattie, anche quando risultavano sconosciute alle conoscenze mediche del tempo – spiegano gli esperti di Resistex -. Soprattutto nel campo dei batteri infettivi, questo metallo evidenziava ottime performance di difesa, e questo ha fatto scattare la lampadina”. Guardare al passato con occhi diversi: la filosofia di Resistex® si mantiene in linea col suo motto “Increase Your Performance”, e non certo senza ingegno: seguiamo la logica, allora.
Il primo modello da seguire è stato fornito da greci e romani, popoli amanti dello sport e dell’agonismo, che utilizzavano le monete d’argento per disinfettare l’acqua in cui veniva immerso lo strigile attraverso il quale gli atleti si asciugavano. Il secondo esempio, invece, arriva dritto dall’immediato presente, con gli astronauti – massimo esempio di tecnologia ed evoluzione – che utilizzano il metallo per disinfettare gli shuttle.

 

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